R.N.O. : Paradigmi rivisitati del piano occlusale statico e dinamico per garantire la corretta postura cranio mandibolare

€ 2.400,00
Dal 21 ott 2022 al 14 gen 2023
Angelo  Confaloni

Dott. Angelo Confaloni

Bio | Altri corsi
  • 43
    Ore

  • 30
    Persone

  • 54
    ECM

  • Lingua
    italiano

  • Argomento
    aula

Il corso si divide in 3 moduli ognuno accreditato con 18 ECM.

La partecipazione a tutti e QUATTRO i moduli prevede una quota agevolata (€ 2400 + iva).


Le tre componenti del sistema stomatognatico sono fisiologicamente predisposte ad aumentare nel tempo la loro sincronia funzionale e a modificare la loro struttura in modo adeguato, con la finalità’ di eseguire al meglio l’espletamento della funzione masticatoria per la quale il sistema è stato progettato e con l’obiettivo biologico di raggiungere un buon equilibrio morfo-funzionale secondo i criteri del minimo consumo energetico ( economia ), del minimo sovraccarico delle strutture interessate (ergonomia) e in assenza di dolore (confort).

Quanto più le dinamiche funzionali sono aperte con cicli masticatori ampi e alternati su entrambi i lati, tanto maggiore sarà l’efficienza masticatoria e la capacità’ di triturare gli alimenti. In natura la presenza di una fisiologica masticazione di questo tipo e l’utilizzo di cibi meno raffinati (che implicano un maggior impegno muscolare) permettono alle diverse determinanti dell’occlusione di modificare la loro forma (processo di usura dentale, maturazione del piano occlusale e rimodellamento articolare) in maniera sinergica rispetto alle dinamiche funzionali. Il processo di usura riduce il rischio di precontatti e di interferenze, la maturazione del piano occlusale implica una sua disposizione tridimensionale in accordo con i tragitti neuro -muscolari senza interferire con essi e il rimodellamento articolare consente alle eminenze di accompagnare i movimenti a forte componente traslatoria (protrusivi, lateroprotrusivi e laterali) lungo tragitti meno ripidi. In sostanza, una buona funzione condiziona una buona forma e una buona forma contribuisce a migliorare l’efficienza e l’equilibrio del sistema.

Osservando la maturazione morfo -funzionale di queste bocche e il loro stato di salute si può’ rilevare che le determinanti intermedie (versanti cuspidali, curva di Spee e di Wilson) e le determinanti anteriori (OVJ - OVB canino e incisivo) tendono progressivamente a strutturarsi in un’occlusione bilanciata bilaterale (OBB). Questo tipo di occlusione permette di ottenere due ulteriori vantaggi bio -meccanici che contribuiscono ancora di più’ all’equilibrio del sistema:

- Garantire la protezione delle ATM mantenendo una situazione di “galleggiamento articolare” (nella statica della deglutizione e nella dinamica della masticazione).

- Aumentare le afferenze meccano-sensoriali che, provenendo da tutte e tre le aree funzionali (lavoro, bilanciamento e guida anteriore con chiusura dei circuiti propriocettivi), amplificano la quantità’ e la qualità’ dell’informazione neuro-sensoriale; questo si traduce clinicamente in un miglioramento dell’azione muscolare con movimenti ancora più ampi, più coordinati e senza di tensioni.

In assenza di una efficace masticazione alternata e di una fisiologica usura è difficile riscontrare un processo di maturazione di questo tipo e ci si confronta il più delle volte con una biomeccanica di tipo verticale che si caratterizza, dal momento che il canino è l’unico protagonista della dinamica masticatoria, per la ridotta ampiezza e dei movimenti eccentrici, per la scarsa efficacia della triturazione e per la mancanza di equilibrio. Basterebbe osservare la filogenesi per capire che si tratta di uno schema occlusale che normalmente si riscontra solo in giovane età, salvo poi essere gradatamente soppiantato (in presenza di una funzione adeguata) da un’occlusione bilanciata.

Si tratta, a tutti gli effetti, di una patologia disfunzionale e viene da chiedersi il senso biologico delle strategie riabilitative in cui viene abitualmente proposto uno schema occlusale di tipo verticale, con discussione dei settori posteriori. La disclusione non elimina i precontatti e le interferenze perché se l’andamento del piano occlusale e la forma con la quale vengono montati e/o modellati i denti del manufatto non sono in accordo con l’espressione funzionale rappresentata dai tragitti neuro -muscolari individuali di ogni Paziente, il sistema deve mettere in atto un compenso che, se da un lato cerca di evitare l’impatto traumatico, dall’altro comporta l’insorgenza di uno stress all’interno del sistema in grado di dare origine a una reazione a catena che ha come risultato uno squilibrio funzionale e che può portare a danni strutturali a carico di una o più parti del meccanismo e alla comparsa di sintomatologia. Si può assistere alla frattura dei manufatti e/o al cedimento dei tessuti di supporto dei pilastri protesici, siano essi naturali o implantari. I ridotti movimenti traslatori si accompagnano a dei tragitti condilari più ripidi e la mancanza di mediazione del carico funzionale da parte delle componenti intermedie (prerogativa dell’OBB) non garantisce più la protezione delle determinanti posteriori rappresentate dalle articolazioni; il sistema neuro -muscolare lavora con movimenti poco coordinati e in presenza di una muscolatura distonica e in tensione. L’anello più debole è quello che cede per primo. L’utilizzo di materiali poco compatibili ad un processo di usura naturale rende ancora più ingravescenti le problematiche occlusali. Tutti questi fattori concorrono a una generale inefficienza dell’organo della masticazione che trova il suo riscontro clinico in una restrizione e in una inabilità dei movimenti masticatori. Questi Pazienti, infatti, spesso dichiarano di non riuscire a masticare bene nonostante l’incremento delle cuspidi e dei solchi; i soli movimenti verticali e la mancanza di sfregamento occlusale, infatti, annullano la capacità di sfibrare il cibo consentendo solo la possibilità’ di schiacciarlo quando le arcate si avvicinano alla massima intercuspidazione. La mancanza di elaborazione di un bolo alimentare correttamente sminuzzato e insalivato sovraccarica il lavoro dell’apparato digerente e può essere ricollegata a molti disturbi digestivi apparentemente inspiegabili. La strategia riabilitativa che utilizziamo, pur cercando sempre di raggiungere un buon risultato estetico, ha come obiettivo primario l’impostazione di una occlusione di tipo bilanciato e il raggiungimento di un buon equilibrio morfo - funzionale. È impossibile impostare un’occlusione di questo tipo e una morfologia in accordo con la funzione senza la conoscenza del valore dei tragitti condilari.

La tecnica di cui ci avvaliamo è una registrazione intra-orale delle traiettorie neuro-arto-muscolari del Paziente attraverso delle placche di registrazione antagoniste abrasive; il loro trasferimento in articolatore (Dentatus ARL Planas) ci consente di individualizzare lo strumento e di poter mantenere in accordo le determinanti dell’occlusione con la dinamica funzionale del Paziente. Devo sottolineare che questa tecnica, anche se da me personalmente ri-elaborata e perfezionata, prende spunto dagli insegnamenti e dal metodo utilizzato in protesi totale dal Prof. P. Planas

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AL TERMINE DEL CORSO VERRANNO RILASCIATI ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE E ATTESTATO CREDITI ECM 

MODULO 1 - 18 ECM: 21-22 Ottobre 2022

BIOMECCANICA DELL’ORGANO MASTICATORIO, TERAPIA SOTTRATTIVA CON MOLAGGIO SELETTIVO E ADDITTIVA CON APPOSIZIONE IN COMPOSITO

Scopo della terapia intercettiva in RNO è anticipare la maturazione della patologia. A Planas il merito di aver saputo tradurre attraverso la dinamica della funzione la  fisiopatologia dell’organo masticatorio. Il rapporto statico intermascellare, riferimento diagnostico convenzionale, diventa per Planas la conseguenza dell’espressione della funzione. Attraverso l’espressione della dinamica Planas interpreta la funzione principale masticatoria, servendosi di due regole fondamentali: la legge della Minima Dimensione Verticale (legge neurologica del minimo sforzo e del minor dispendio energetico) e l’AFMP (Angolo Funzionale Masticatorio Planas) che esprime lo spostamento della mandibola sul mascellare, nel piano frontale con i denti a contatto. I momenti angolari che si vanno a formare stabiliscono il tipo di funzione masticatoria. Funzione primordiale che rimane oscura alla maggior parte dei dentisti, tanto ortodonzisti quanto protesisti. Eppure in medicina lo studio dell’anatomia e della fisiologia di un organo sono propedeutici allo studio della sua patologia. E il masticare per l’apparato stomatognatico? Se solo ci rendessimo conto di quanto lo studio della masticazione è propedeutico allo studio della fisiopatologia, dello sviluppo armonico e del mantenimento dell’organo stomatognatico, metteremo in discussione l’obiettivo terapeutico che oggi l’estetica rincorre: il raggiungimento della “forma ideale”. Obiettivo spesso in disarmonia con la funzione e con l’equilibrio. E’ l’instabiltà delle forme ottenute a confermare la precarietà degli obiettivi raggiunti (recidive o fallimenti). Certamente è di facile interpretazione che agire sul prospetto della patologia faciliti il recupero dell’alterazione. I principi attivi dei mezzi terapeutici che ne conseguono sono nel pieno rispetto della fisiologia della funzione masticatoria. A Planas il riconoscimento di essere il fisiatra dell’occlusione.

• Evoluzione, antropologia e anatomia comparata dell’apparato stomatognatico: il progetto “secondo natura”. Morfologia e funzione.

• Le modalità peculiari dell’accrescimento osseo di tale apparato. Come raggiunge l’adeguata morfologia.

• Fisiologia “fisiatrica” dell’apparato stomatognatico: oltre la biomeccanica masticatoria. Propriocezione e motricità. Come funziona dal punto di vista neuro-sensoriale e muscolare.

• Sviluppo dell’apparato stomatognatico in condizioni non naturali, gli stimoli paratipici della modernità. Le cause ambientali delle malocclusioni e dei dismorfismi cranio facciali.    

• R.N.O. : principi fondamentali dell’organo della masticazione nella statica e nella dinamica.

• Concetto di norma fisiologica in funzione dell’età del paziente.

• Legge  Planas della Minima Dimensione Verticale.

• AFMP: Angolo Funzionale  Masticatorio Planas.

• Leggi Planas dello sviluppo del sistema stomatognatico. Influenza dello stimolo masticatorio sulle differenti strutture: ATM, basi ossee, posizioni dei denti, orientamento del piano occlusale.    

• Chiusura dei circuiti propriocettivi dentali e reclutamento muscolare nella statica e nella dinamica della funzione.

• Maturazione del Piano Occlusale e delle determinanti dell’occlusione. Relazione fisiopatologica statico dinamica tra overjet-overbyte e curva di compenso spee- wilson.

• Relazione diretta tra Dimensione Verticale Occlusale e Dimensione Verticale Articolare. Correlazione tra disfunzione statico dinamica verticale occlusale e patologia temporo mandibolare.

• Principi della diagnosi funzionale 

 Molaggio selettivo e apposizione di composito in dentatura decidua e permanente per il recupero delle alterazioni funzionali responsabili dell’iposviluppo, dello sviluppo asimmetrico dei mascellari e delle patologie articolari. Obettivi e indicazioni .

Casi clinici

MODULO 2 - 18 ECM: 11-12 Novembre 2022

APPARECCHIATURE E PRINCIPI TERAPEUTICI IN R.N.O.

• Concetto di statica funzionale in deglutizione e dinamica funzionale in masticazione.

• Morso di costruzione: il contatto deflettente riferimento fondamentale della centrica intermascellare fisiologica.

• Stimolo bioplastico e bioelastico: indirizzo terapeutico.

• Apparecchiature dinamiche (placche con piste del Prof. Planas): effetto presenza, caratteristiche e principi attivi.

• Morso profondo e morso aperto: apparecchiature utilizzate nelle alterazione intermascellari verticali. Equiplan, planas telescopico, sn2, sn3.

• Discrepanza trasversale bimascellare o monomascellare: Planas, Klamt, Fubicon, Bimler.

• Alterazioni intermascellari sagittali: seconde e terze classi. Planas semplice o combinato con accessori per favorire il cambio di postura, Bimler tipo A, B, C.

• Morso crociato posteriore funzionale e strutturale: Fubicon tipo A, B, C.  

• Distocclusione monolaterale: Planas, Planas telescopico, accessori.

• Apparecchiature nella terapia di pazienti disfunzionali: Planas con accessori in funzione dell’alterazione.

• Gestione delle apparecchiature

• Casi clinici.

MODULO 3 - 18 ECM: 13-14 Gennaio 2023

PROTESI FISSA E PROTESI MOBILE, IMPIEGO DELLA PISTA DI PATERSON NEL RAGGIUNGIMENTO DI UN’OCCLUSIONE EQUILIBRATA.

La finalizzazione protesica in RNO persegue come obiettivo riabilitativo la condizione di equilibrio espressa dal tripode statico dinamico, valida nella fisiologia masticatoria. Scopo di questa relazione occlusale è garantire al sistema una masticazione alternata nella centrica fisiologica con una distribuzione omogenea del carico masticatorio, garantendo dimensione verticale (DVA) alla relazione condilo fossa sia nella statica della deglutizione che nella dinamica della funzione. “E’ attraverso il raccordo delle determinanti dell’occlusione: guida, lavoro, bilanciamento e tragitti condilari che si garantisce lo stato biofisico di “galleggiamento articolare”. Per maturare questa condizione la Pista di Paterson assolve un ruolo fondamentale.

Determinanti dell’occlusione

• Tripode occlusale statico dinamico, relazione tra guida anteriore overjet-overbite e curve di compenso spee-wilson.

• Evoluzione del piano occlusale elicoidale.

• Fattori di Hanau e masticazione fisiologica.

• Masticazione: fattore di criticità del carico dinamico.

• La stretta dipendenza della D.V.A. (Dimensione Verticale Articolare) dalla D.V.O.S. (Dimensione Verticale Occlusale Statica) e dalla D.V.D.F. (Dimensione Verticale Dinamica Funzionale).

• Piste di Paterson registrazione intraorale. Trasferimento in articolatore e settaggio dei tragitti condilari. Arco Facciale

• Protesi totale: montaggio bilanciato sulla pista di Paterson.

• Registrazione intraorale delle dinamiche traslatorie e trasferimento dall’analogico al digitale.

• Modellazione digitale equilibrata con i principi dell’analogica

• Riabilitazioni protesiche di supporto implantare, “importanza e protocollo operativo per il raggiungimento di un’occlusione bilanciata bilaterale”

• Riabilitazione protesiche su pazienti disfunzionali, “protocollo Operativo”

Incontro 1
  • 21 ott 2022: 10:00 - 19:00
  • 22 ott 2022: 09:00 - 14:30
Incontro 2
  • 11 nov 2022: 10:00 - 19:00
  • 12 nov 2022: 09:00 - 14:30
Incontro 3
  • 13 gen 2023: 10:00 - 19:00
  • 14 gen 2023: 09:00 - 14:30

Hotel Lombardia****

La posizione dell’albergo, nelle immediate vicinanze di Piazzale Loreto, di Corso Buenos Aires e non molto distante da Città Studi con il suo prestigioso Politecnico di Milano, l’Istituto nazionale dei Tumori e l’Ospedale Neurologico “Besta”, è una sorta di roccaforte dell’accoglienza posta sul ciglio del pieno centro di Milano.

Moduli del corso

APPARECCHIATURE E PRINCIPI TERAPEUTICI IN R.N.O.

di Dott. Angelo Confaloni

€ 900,00
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Angelo  Confaloni

Dott. Angelo Confaloni

Odontoiatra, libero professionista e titolare del laboratorio Ortofubicon. Si forma tra la clinica ortodontica del professor Adolfo De Paula Oliveira a San Paolo (Brasile) e la Dentoclinic di Barcellona del Professor Pedro Planas, instaurandovi dal 1989 un prezioso rapporto di collaborazione e crescita scientifica.
Promuove la fondazione dell’Associazione Italiana Pedro Planas AIPP. Negli anni prosegue un costante aggiornamento tecnicoscientifico, partecipando a numerosi corsi di specializzazione e di aggiornamento nazionali ed internazionali. Studioso della riabilitazione neuro-occlusale secondo Planas, è autore di articoli riguardanti tale disciplina e coautore del testo “Evoluzione del rapporto dinamico funzionale tra occlusione e ATM”.
Ideatore nel 1993 dell’apparecchiatura bioelastica Fubicon e dell’utilizzo delle piste di Paterson in protesi fissa, tiene corsi per medici, odontoiatri e tecnici sulla costruzione e sull’utilizzo delle apparecchiature di riabilitazione neuro-occlusale e sulla tecnica protesica. Nel 2017 viene insignito del titolo di socio onorario dell’AIPP per i suoi meriti didattici e divulgativi.